Donne e guerra al Teatro Greco di Siracusa

Tre registi al debutto al Teatro Greco di Siracusa e tre grandi signore del palcoscenico. È dedicata alle donne e al grido di dolore e rabbia contro la feroce insensatezza della guerra, la Stagione Inda 2019, quella della ”ripartenza” e del rinnovamento dopo il commissariamento, al via il 9 maggio con le due tragedie, entrambe da Euripide: Elena con il volto di Laura Marinoni, che la star internazionale Davide Livermore ha riletto in una dialettica tra vero e falso e in un’epoca non sua; le Troiane con Maddalena Crippa nel ruolo di Ecuba e la regia di Muriel Mayette. E a seguire la commedia, con Lisistrata di Aristofane diretta e interpretata da Tullio Solenghi con Elisabetta Pozzi e, anticipa il regista, ”un cameo creato per Massimo Lopez”, suo storico compagno di scena dai tempi del Trio.

In tutto, due mesi di spettacoli, 48 repliche, 100 attori, per ”tre testi classici greci – dice il Sovrintendente della Fondazione Inda, Antonio Calbi – in cui ci sono già tutti i temi: l’antimilitarismo, il pacifismo, il protofemminismo. C’è l’impatto sulla società di quel che accade. Ma che furono scritti in un periodo cupo per Atene, sconfitta durante la spedizione in Sicilia, e riflettono un canto dolente rispetto alla vita, la patria, l’uomo”. Un sentimento che aleggia anche nel progetto che l’architetto Stefano Boeri sta realizzando per le Troiane, forse il più straziante dei drammi antichi, con le prigioniere protagoniste, rese schiave e soggiogate dagli eroi greci. ”Se nella nostra vita non siamo capaci di approfittare dei consigli della Storia quando c’è il caos, allora abbiamo bisogno della parole per un nuovo sguardo sul futuro – spiega la regista Mayette, prima donna a dirigere la Comédie Francaise – I francesi sono ansiosi di credere in qualcosa, ma hanno dimenticato che la soluzione non è il denaro. Servono la cultura, la bellezza, le parole per avere rispetto per se stessi. Il mio lavoro sarà dare corpo alla poesia. Sarà fare un teatro un po’ utile, non un teatro che si ricorderà nella storia dello spettacolo”. Per lei Boeri ha realizzato non una scenografia o un volume, come si dice in gergo, ma ”un bosco morto di oltre 300 tronchi” in arrivo dagli alberi schiantati a novembre nelle foreste devastate della Carnia. ”Raccontano quanto in guerra siano tutti vittime, anche i vincitori”, spiega l’architetto, ricordando che ”lassù di alberi ce ne sono ancora a migliaia, venuti giù sette volte più del normale con grave rischio di catastrofe naturale”. In un ideale ponte, un migliaio di piccoli lecci verranno per l’occasione piantumati nei parchi della città.

Sarà invece quanto di più ”trasversale” la Lisitrata di Solenghi, ”commedia protofemminista, molto esplicita nel linguaggio, in cui – dice – vorrei recuperare l’immediatezza con il pubblico dei tempi di Aristofane. Lisitrata, ad esempio, chiama a raccolta le donne di tutta la Grecia. Restituirò la scena con la multidialettalità, che è la nostra storia”. E se per l’occasione il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli senza giri di parole dice che ”lo Stato per il teatro deve spendere di più”, il programma di Siracusa, forte dei ”300 mila spettatori degli ultimi due anni, il 20% dei quali giovani”, come ricorda il Presidente dell’Inda, Francesco Italia, conta anche Luca Zingaretti che legge La sirena dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; Ludovico Einaudi in concerto; il processo simulato ad Elena di Troia; le mostre su Umberto Passeretti, Matteo Basilé e le Orestiadi di Ghibellina; incontri con Eva Cantarella, Claudio Magris, Luciano Canfora e Lella Costa; e il XXV Festival Internazionale dei Giovani di Palazzolo Acreide.

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