Mutaverso Teatro: a gennaio in scena la Piccola Compagnia Dammacco/Teatro di Dioniso e Principio Attivo Teatro

Dopo il successo dell’anteprima di stagione in compagnia di Marco Cacciola e il suo “Farsi Silenzio”, nel mese di gennaio, la stagione Mutaverso Teatro diretta da Vincenzo Albano / Erre Teatro prosegue inaugurando il 2019 all’Auditorium Centro Sociale di Salerno (via R. Cantarella 22, quartiere Pastena) con due appuntamenti imperdibili.

Venerdì 11 gennaio, in prima e unica rappresentazione in Campania, arriva lo spettacolo “La buona educazione”, produzione Piccola Compagnia Dammacco / Teatro di Dioniso con Serena Balivo (Premio UBU 2017 nella categoria “Nuova attrice o performer Under 35)”, ideato, scritto e diretto da Mariano Dammacco. Una donna deve prendersi cura di un giovane essere umano, l’ultimo erede della sua stirpe. Deve ospitarlo nella sua vita, nella sua casa, nella sua mente. Deve educarlo e progettare il suo futuro, contribuire all’edificazione di un giovane Uomo. Gli spettatori sono accolti nel teatro della sua mente condividendo con la straordinaria interprete Serena Balivo la strada verso l’assolvimento del delicato compito. Ne sarà all’altezza? Che cosa rende positivo un processo di costruzione e sviluppo di un individuo? Lo spettacolo ruota intorno alla funzione che l’educazione occupa nella nostra società, interrogandosi sui valori, i contenuti e le idee oggi comunemente trasmesse da un essere umano all’altro.

L’altro appuntamento del mese è quello di venerdì 18 gennaio: “Opera Nazionale Combattenti presenta I GIGANTI DELLA MONTAGNA ATTO III” di Principio Attivo Teatro, compagnia che dal 2007 opera a Lecce e nel Salento, collaborando anche con diverse e importanti compagnie della scena nazionale e internazionale. Scritto da Valentina Diana e diretto da Giuseppe Semeraro, lo spettacolo trae ispirazione dall’ultimo atto mai composto de I giganti della montagna di Luigi Pirandello, i cui appunti furono dettati al figlio Stefano: “La nostra idea – spiega la compagnia – è di lavorare intorno a questo finale incompiuto e di svilupparlo attraverso una compagnia di anziani o variamente disadattati, fuori dal tempo [che] si presenta con il nome OPERA NAZIONALE COMBATTENTI, un nome che rimanda a una legione dismessa di una qualche guerra patria ormai finita e dimenticata. […] Ne è venuta fuori una incosciente opera teatrale che dal teatro nel teatro pirandelliano ambisce ironicamente a fare teatro per il teatro, l’arte per l’arte”.

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