Attraversamenti Multipli 2018: La prima settimana con Ascanio Celestini, C&C Company e Roberto Latini A cura di Edoardo Borzi e Roberto Staglianò

Sette appuntamenti densi e articolati nell’orario che solitamente si estende dall’aperitivo al dopo-cena. Attraversamenti Multipli ( qui un approfondimento) è un festival crossidisciplinare, della durata di sette giorni non consecutivi, ma articolati in tre fine settimana, nel quartiere popolare di Roma del Quadraro, più precisamente nell’isola pedonale di Largo Spartaco, un luogo fiero come il leggendario Spartaco che fu tante cose: pastore della Tracia, ausiliario della milizia romana, disertore, gladiatore e rivoluzionario, tra i primi della storia. Forse non è un caso che quel piazzale aperto che, qualcuno ha recentemente “desalvinizzato”, come recita uno slogan scritto con vernice nera su un muretto, sia stato in precedenza consacrato a quel condottiero ribelle. Nomen omen. E sempre nei nomi troviamo qualche traccia di un presagio, una formula o semplicemente una dichiarazione d’intenti.

foto di Chiara Cocchi

Attraversamenti Multipli è, dunque, un festival crossdisciplinare, un progetto che prende forma e svolge la sua azione in spazi pubblici e luoghi simbolici; mette in connessione arti, codici e artisti diversi, creando una rete con la realtà sociale, con i frammenti di vita di una comunità. È un manifesto che riunisce insieme teatro, danza, musica, video e performance attraversandoli, con la messa in opera di residenze artistiche, performance site specific e workshop. Passare attraverso, da una parte all’altra, comporta lo stato di necessità e le visioni esplicitate nello slogan #sconfinamenti perché inevitabilmente Attraversamenti Multipli tende al superamento dei confini tra culture diverse, tra differenti generi artistici e, infine, il definitivo superamento dei margini di azione tra artisti e spettatori. Lo spazio scenico infatti è volutamente concepito e lasciato senza reti di protezione e senza il perimetro della recinzione diventando il luogo di ciò che accade con le diverse creazioni artistiche. È un dato certo e oggettivo, un elemento costitutivo di Attraversamenti Multipli, così come è garantito incontrare i sorrisi di Giulia Taglienti e Antonella Bartoli, le ragazze dell’ufficio stampa e comunicazione.

Tutt’intorno ci sono ragazzi sui muretti e sulle moto, i ragazzi dell’accoglienza e della logistica, gli spettatori di un pubblico mobile ed eterogeneo, un po’ nomade per vocazione, i cani randagi e quelli toelettati, gli operatori dei pub con hamburger e patatine che, di tanto in tanto, urlano i numeri delle prenotazioni. Ci sono gli alberi rivestiti di blu dalla luce dei riflettori e le biciclette addossate sulla loro corteccia, i condomini che sembrano tante caselle illuminate del Bingo. Mescolandosi tra di loro le persone, creano i presupposti dell’inclusione, della solidarietà e di quelle condizioni che nel passato portarono allo sviluppo delle civiltà. Avvenne in questo modo, mediante una mescolanza e sempre con un’opportunità di rinnovamento per ogni sfida dell’umanità. E così dovrebbe continuare ad essere. È così che vogliamo raccontare la diciottesima edizione ideata e creata da Margine Operativo con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani.

foto di Chiara Cocchi

Il viaggio è iniziato con la prima tappa del 15 e 16 settembre: un’affollata ouverture. La piazza si è riempita con uno pubblico numeroso e sconfinato oltre il perimetro di Largo Spartaco. L’apertura ha avuto come protagonista Ascanio Celestini che in un passaggio de Il Nostro Domani si presenta come un uomo di quel quartiere, uno del Quadraro, prima ancora che un intellettuale. Autentico perché nella descrizione di fatti e persone non risparmia niente a nessuno, commuove e si commuove, sembra volersi più volte sollevare la t-shirt scura, quasi a scoprire l’ombelico, mentre interpreta le pagine dure e di crudele ingiustizia con la musica eseguita dal vivo da Gianluca Casadei.

Parla di Gramsci come se ce ne fosse più che mai bisogno: immagina l’urgenza che avrebbe avuto un gigante di un metro e cinquanta di nominare oggi come ministro della Giustizia una donna, una madre, una sorella, un fratello che hanno conosciuto l’ingiustizia di veder ammazzato il proprio familiare, intrecciando così la storia del padre del comunismo italiano con quella delle vittime di Stato come Davide Bifolco, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e gli altri tristemente noti. Ascanio Celestini, con estrema semplicità e una buona dose di surrealismo, ambienta le proprie fiabe moderne in luoghi paradossali dove regnano l’antinomia e la violenza, scava in profondità nella storia italiana e fa riemergere tutta l’ignavia umana nel raccontare l’indolenza di quell’uomo che abita al venticinquesimo piano, incurante di quel rubinetto rotto e di tutte quelle gocce che allagheranno inesorabilmente il suo appartamento e quelli sottostanti, in una narrazione metaforica di una Italia senza antenati né posteri perché senza memoria.

Successivamente si è svolta la performance di C&C Company A Peso Morto, con l’interpretazione di Carlo Diego Massari. Il suo racconto prende vita all’interno dell’isola pedonale di Largo Spartaco, la abita con l’energia espressiva del corpo descrivendo la parabola di un anziano abbandonato a sé stesso: un emarginato di una qualsiasi periferia che incede inesorabile, con la sua faccia stanca, con le sue buste da clochard, verso la fine. L’epilogo lo attende come se fosse la chiusura di una pratica, l’oblio lo ha conosciuto già ed è stampato sul suo volto come il segno di una resa invincibile.

Anfibio, senza forma definitiva per natura umana e per natura artistica si definisce Carlo Massari con il quale tentiamo di tracciare un primo bilancio di vent’anni di attività. Le prime importanti esperienze a 14 anni con il regista e drammaturgo Pietro Luigi Floridia del Teatro dell’Argine, che oggi dirige “Met”, acronimo per Meticceria extrartistica trasversale, nuova casa di incontri, arte e teatro di “Cantieri Meticci”, riunendo rifugiati e richiedenti asilo, migranti e giovani artisti, con Luigi Gozzi, drammaturgo e regista, docente del Dams di Bologna e Barbara Nativi del teatro della Limonaia di Firenze con cui ha collaborato nell’ultimo lavoro “Binario morto”. Tanti i nomi e i luoghi incontrati lungo la strada del teatro: le repliche frenetiche fra Italia e Grecia con Sergio Pisapia Fiore e poi con la Compagnia della Rancia, ma decisivi soprattutto le collaborazioni a Londra presso la compagnia Theatre de l’Ange Fou, fondata dagli allievi del mimo francese Decroux, al Teatro Due di Parma con Claudio Longhi e Malu, prima ballerina di Pina Bausch e a Bruxelles con il coreografo coreano Hun-Mok Jung della compagnia di danza contemporanea Peeping Tom.

Come un’epifania, l’incontro con Michela Lucenti di Balletto Civile ai tempi in cerca di nuovi performer per la compagnia. La sua formazione eccezionale è stata uno dei cardini della mia vita – ricorda con felicità Massari – sono rimasto con Balletto Civile per cinque anni finché non c’è stato il subentro di C&C. Dal 2011 infatti inizia la collaborazione con Chiara Taviani, nata all’interno di Balletto Civile, che sfocerà nel nuovo sodalizio. Sia da una parte, sia dall’altra ci siamo dovuti scorporare portando avanti i nostri rispettivi percorsi. All’inizio molto all’estero, poi è arrivato il momento in cui anche all’Italia interessava un tipo di linguaggio di questo tipo e quindi siamo stati accolti a Brescia dove abbiamo la residenza di compagnia. Dopo aver lavorato a lungo insieme in numerosi spettacoli, Chiara ha deciso di tirarsi fuori dal progetto per una propria scelta personale di vita ma il lavoro della Compagnia proseguirà in Italia e in Europa con nuove residenze e repliche degli spettacoli, fra cui ci sarà anche la prima delle tre produzioni del progetto Beast Without Beauty – vincitrice del Premio Giuria e del Premio Pubblico di Crash Test Festival in Valdagno, Vicenza NdR..

ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI | 15 sett 2018 | performance di Carlo Diego Massari / C&C company | Largo Spartaco, Roma | foto di Chiara Cocchi

Protagonista di rilievo del 16 settembre, con le suggestioni liriche e la sua voce che sa circumnavigare le perifrasi e il “campo della poesia” di Mariangela Gualtieri, è stato Roberto Latini. Con La delicatezza del poco e del niente ha inaugurato lo spazio di Garage Zero che verrà utilizzato anche per prossimi spettacoli. Sconfinando tra poesia, teatro e musica la rotta ha unito Dio, l’uomo e l’amore. Uno sconfinamento che ci ricorda che in fondo siamo tutti noi donne e uomini in movimento e la ricerca della libertà o anche di semplici risposte a domande complesse, ci contraddistingue. Come nella vita, chi ci passa accanto, attraversando la nostra strada, può essere qualcuno che capita per caso o che è venuto apposta. Ma di sicuro c’è una sincronia negli eventi che nell’attimo di attraversare la nostra esistenza diventano multipli di essa.

Ph. Carolina Farina/ Carolee Oh

Il programma di questa settimana di Attraversamenti Multipli 

Sabato 22 settembre alle ore 19.00 il danzatore e artista visivo Alessandro Carboni presenta il site specific “Unleashing Ghosts from Urban Darkness” con i performer e i danzatori partecipanti al workshop (che si svolge nei giorni precedenti ) una performance che unisce dimensione installativa e pratiche performative in un percorso in cui il corpo viene utilizzato come strumento cartografico,attraverso un processo di mappatura dello spazio urbano attraverso azioni corporali. Alle ore 21.00 il coreografo/danzatore Daniele Ninarello con il site specific “God Bless You”dilata il “tempo” della performance diventando per una sera parte dello spazio urbano che lo accoglie, creando dinamiche interattive con il pubblico. “God Bless You” riflette sull’enorme quantità di desideri che abbiamo e sulla figura del senzatetto, come custode di desideri inesauditi.

Alle ore 21.30 il Collettivo D.A.B. – Dance Across Border una compagnia nata nel 2016 dalla volontà di 3 danzatrici – Livia Porzio, Francesca Lombardo e Emanuela Serra – per sviluppare un progetto di formazione e ricerca artistica all’interno dei centri d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo con l’obiettivo di creare, attraverso il lavoro artistico, occasioni d’ incontro tra migranti e cittadini. Il Collettivo D.A.B. presenta in prima nazionale lo spettacolo “We Are The Birds Of The Coming Storm”. Uno spettacolo che vede in azione performer di diversi paesi e che riesce a raccontare “gli sconfinamenti” attorno a cui ruota tutto il festival.

Domenica 23 settembre alle ore 17.00 parte la performance itinerante creata da Valerio Sirna / Dom ”MAMMA ROMA_ Esplorazioni urbane / Pratiche della percezione TUSCOLANA MITOLOGICA” un progetto che si fonda sull’esercizio del camminare, inteso come strumento di conoscenza e di lettura sensibile del circostante, e sulla relazione sottile che lega il corpo al paesaggio che attraversa. L’esplorazione del 23 settembre traccia un’orbita intorno agli avamposti del Quadraro, e sconfina nel quartiere Tuscolano, instancabile centro generativo dell’iconografia capitolina. Alle ore 21.00 è in azione Collettivo Cinetico, fondato dalla coreografa Francesca Pennini, il cui focus principale di ricerca è la discussione della natura dell’evento performativo e del rapporto con lo spettatore tramite formati e dispositivi al contempo ludici e rigorosi che si muovono negli interstizi tra danza, teatro e arti visive. Collettivo Cinetico presenta la performance “I X I No, non distruggeremo (…)”un dispositivo coreografico interattivo che si plasma ai luoghi che abita e che permette al pubblico di determinare i movimenti dei performer.

A breve ci saranno nuove incursioni di Theatron 2.0 ad Attraversamenti Multipli 2018: continuate a seguirci!

Attraversamenti Multipli 2018

Per scoprire tutto il programma di Attraversamenti Multipli 2018:

www.attraversamentimultipli.it
facebook: attraversamenti multipli
info: info@attraversamentimultipli.it
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