Reparto Amleto di Lorenzo Collalti: quintessenza di polvere e umanità

03/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatrino delle 6, Progetto Accademia, European Young Theatre 2017. Studi e Performance proposti da giovani attori e registi europei. Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico – Italia. Nella foto lo spettacolo Reparto Amleto di Lorenzo Collalti con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto

L’Amleto di Shakespeare, sebbene sia un’opera scritta nel 1600, è talmente imponente nella sua singolare grandezza, al punto che rimaneggiarla con un taglio di attualità, mediante trascrizioni o rifacimenti, risulterebbe in partenza un progetto arduo e altrettanto imprevedibile. Semplicemente perché è stato fatto e messo in scena quasi tutto, ma soprattutto perché le traversie umane, il dramma del giovane principe di Danimarca è una costruzione letteraria dotata di tracce feconde provenienti dalla civiltà greca che conferiscono ad essa la sua intrinseca immortalità. È già di suo la sintesi perfetta e universale dell’arte teatrale che si estende e incorpora in sé ogni livello e genere, dalla tragedia alla commedia.

L’Amleto è stato sperimentato, manipolato con i linguaggi del teatro, del cinema, dell’opera, della danza diffondendo affreschi più o meno riusciti dalle visioni oniriche alla pop-culture. Prezioso è stato il contributo del cinema, da Lawrence Olivier che vinse un Oscar per averne descritto la storia con la crudezza e il fascino del bianco e nero a Kenneth Branagh che la ambientò invece in un ipotetico novecento. Senza tralasciare un classico della Disney come il Re Leone che presenta delle similitudini con l’Amleto di Shakespeare, veicolato ai bambini mediante un film di animazione. L’attore sul palcoscenico dei teatri invece è stato più o meno plastico e duttile, con e senza il teschio in mano, a volte classico altre volte tecnologico, intimo o trasformista, parzialmente nudo o totally naked.

È facile supporre che Lorenzo Collalti fosse ben consapevole dall’impervio compito di spogliare il classico shakespeariano da ogni ricerca e da tutte le sovrastrutture che nel tempo sono state fatte. Ma questo non gli ha impedito di rinunciare a quella che è l’idea di ogni regista e, di conseguenza, anche la sua. Un cast di quattro attori: Luca Carbone nel ruolo di Amleto, i due portantini Cosimo Frascella e Flavio Francucci coordinati dal primario Lorenzo Parrotto. Il trono del principe ereditario è una carrozzella. Il salone reale è un reparto ospedaliero di psichiatria. Il pigiama e le pantofole in panno sono il suo nobile vestiario, un simbolo e un vessillo di umanità ritrovata o esaltata.

Collalti ha scritto e diretto “Reparto Amleto” riscuotendo una serie di successi e di riconoscimenti. È stato un anno prospero il 2017 in quanto “Reparto Amleto” ha vinto il primo premio della “Groups’ Competition”, il Premio SIAE alla miglior drammaturgia durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto 2017 e, last but not least, il Premio Miglior Spettacolo della rassegna Dominio Pubblico. Nel gennaio del 2018 è andato in scena al Teatro India di Roma con il premio di produzione del Teatro di Roma e a Milano il 14 e il 15 marzo nello spazio No’hma. Nella Capitale è ritornato recentemente, presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo, nelle due date del 26 e 27 maggio.

A seguito della replica del 27 maggio la compagnia ha incontrato il pubblico, gli irriducibili e i visionari rimasti sulle poltrone rosse. A loro si sono presentati con molta semplicità e in abiti comodi. Come cinque allegri ragazzi vivi. Lorenzo Collanti è il primo a descrivere il loro come un gruppo di amici che si è creato proprio nell’Accademia Silvio D’Amico, dove si sono diplomati. Il segreto del loro lavoro è la coesione. Come per una rock band o una squadra. Quella combinazione sistemica, efficiente come uno schema di gioco, che trasforma un’idea, il guizzo di un testo in una tecnica di sintesi, rielaborata artigianalmente e raffinata mediante il lavoro con le prove.

I quattro fuoriclasse di “Reparto Amleto” danno prova di grande ironia presentandosi come quello “bello” (Lorenzo Parrotto), quello “bravo” (Luca Carbone), quello “basso e corto” (Cosimo Frascella), quello “grasso e simpatico”, corretto da una ragazza del pubblico in “ex grasso”, (Flavio Francucci). Quasi all’unisono ripetono che realizzano il sogno di un gruppo di amici di voler intercettare un pubblico sempre più eterogeneo, non abituato al linguaggio del teatro, contemplando uno squarcio nella quotidianità. “Non vogliano cambiare il mondo, ma vogliamo apportare qualcosa di nostro. Il fatto di lavorare tanto, bene e in gruppo è una controtendenza così come quella di contenere la durata dei loro spettacoli. Il primo è un indirizzo di orientamento votato all’aggregazione anziché all’individualismo. La seconda è una scelta precisa: far andare via il pubblico “affamato”, diversamente da quello che avveniva negli anni ’70 quando gli spettatori bivaccavano nei teatri.

“Reparto Amleto” è nato da una intuizione di Lorenzo Collalti dopo aver esaminato le tante idee diverse, dopo aver letto saggi e critiche, visioni e interpretazioni contrastanti. L’illuminazione nasce a volte per gioco e in questo caso la scommessa è stata quella di mettere in scena gli aspetti più comici e folli. Facendo emergere il lato umano più nudo e riconoscibile di un giovane ragazzo, principe di Danimarca, che parla con il fantasma del padre e con due portantini di un ospedale che certamente non conoscono Schopenhauer e la filosofia. Che non è ancora pronto per la sfida di diventare uomo e adulto, ancor prima che sovrano. Decontestualizzato da un ambiente preciso di riferimento.

Un tramestio prolungato che rimbalza, insistente come un movimento di persone o cose. Collalti rivendica con un pizzico di orgoglio una certa predisposizione alla confusione che rimanda anche al nome della compagnia, un uomo di fumo che prende forma, mutabile però come ogni fenomeno dell’esistenza umana. E quando qualcuno gli chiede di parlare ancora del suo lavoro lui cita il regista Declan Donnellan: «Ci sono tre modi per distruggere un artista: si può parlar male del suo lavoro, ignorarlo, oppure chiedergli di teorizzare il suo pensiero. Appena riuscirà ad esprimere una tesi sarà completamente morto».

REPARTO AMLETO

scritto e diretto da Lorenzo Collalti
con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto


Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale
in collaborazione con L’Uomo di Fumo – Compagnia Teatrale

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