La Démiurge e la Danza in 1 minuto

Il cinema è movimento per essenza.
Essere un danzatore e al tempo stesso cinefilo mi ha spinto abbastanza naturalmente a mettermi alla prova di fronte alla grammatica del cinema.
Qui di seguito vi presento un cortometraggio di danza che ho realizzato l’anno scorso,  La Démiurge#1, vincitore di 3 premi del concorso di video danza « La Danza in 1 minuto ed.2015 » organizzato da COORPI- Coordinamento Danza Piemonte.
Potrete anche leggere ciò che hanno scritto le giurie in quanto viene sintetizzata una buona parte delle sfide in cui mi sono lanciato con i miei colleghi e eccellenti interpreti del video, Valeria Zampardi e Fernando Roldan Ferrer.

Quando parliamo di coreografia intendiamo l’organizzazione nello spazio di tutte le risorse possibili che il movimento umano può offrire a scopo poetico o di divertimento.
La Démiurge#1 indaga il rapporto tra coreografia e camera da presa alla ricerca di una narrazione possibile e fruibile anche da un pubblico di “non addetti”.

 

I premi di La Démiurge#1 :

MENZIONE CINEDANS (Festival basato ad Amsterdam) – BEST EDITING

Si premia la capacità di elaborare inquadrature prolungate, ampliando la natura d’azione del cortometraggio e manipolando il tempo lineare della sequenza, senza interrompere però le scelte di ripresa della direzione della fotografia. Molto buono il ritmo di montaggio che sostiene la narrazione ed intrattiene lo spettatore.

Premio Speciale – Sostegno alla produzione

In questo film, lo spazio e l’architettura giocano il ruolo di terzo attore della storia, fornendo informazioni importanti per l’esperienza dello spettatore. La variazione della percezione temporale viene utilizzata intelligentemente per creare dinamica nel movimento e nei tempi di lettura della scena. Mentre il linguaggio del movimento è piuttosto tipico per un film di danza, l’idea della dissolvenza improvvisa ha una forte base potenziale e rivela un linguaggio personale che merita di essere sostenuto e sviluppato oltre.

1° Classificato PREMIO DELLA GIURIA

Per la capacità di combinare linguaggio del movimento e linguaggio del cinema, costruendo una “storia” che non è legata a un plot, ma a una coerenza interna delle forme espressive. La Démiurge riesce a creare un thriller soprannaturale incisivo in soli 60 secondi.

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